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Coaching individuale

Coaching individuale per titolari e manager

C’è sempre una conversazione che stai rimandando.

Il collaboratore da riprendere, il socio da affrontare, la riunione in cui devi dire una cosa che non piacerà a nessuno. Il coaching individuale serve a prepararti a questo. Un percorso riservato, uno a uno, costruito sulle situazioni che hai davanti ora.

Nicola De Benetti, coach professionista, mentre spiega un concetto guardando chi lo ascolta
Nicola De Benetti, coach professionista, mentre spiega un concetto guardando chi lo ascolta
Uno A Uno

Chi mi chiede un percorso di coaching individuale

Chi sta entrando nella guida dell’azienda di famiglia. Conosce il prodotto meglio di chiunque, ma non ha mai letto un processo, non ha mai costruito un budget, e adesso deve guidare persone che fino a ieri erano colleghi.

Chi è appena stato promosso e si accorge che le competenze che gli hanno fatto guadagnare il ruolo non sono quelle che servono per esercitarlo.

Chi guida da anni e in questo momento si trova bloccato su una cosa precisa, un collaboratore che non risponde più, un team che non si muove, una decisione rimandata da mesi.

Come funziona un percorso di coaching individuale

Obiettivo, Per Iscritto
Incontro · In Pratica · Incontro · In Pratica · …

Si parte da un obiettivo, definito insieme e messo per iscritto. Senza obiettivo non è coaching, è una conversazione.

Poi si lavora a incontri regolari. In ciascuno si prende una situazione concreta e la si prepara insieme: la riunione di lunedì, il colloquio che stai rimandando, il modo in cui presenterai il progetto ai tuoi.

Tra un incontro e l’altro c’è sempre qualcosa da mettere in pratica. Alla volta successiva mi racconti com’è andata, correggiamo quello che non ha funzionato e si riparte da lì.

Non ti dico cosa fare. Le risposte le hai già, il mio lavoro è farle emergere e trasformarle in un'azione che poi verifichiamo davvero.

Riservatezza: quello che ci diciamo non esce da quella stanza

Nel coaching individuale la riservatezza è assoluta, e vale anche verso chi paga il percorso.

Se è l’azienda a commissionarlo, al titolare arriva la conferma che il percorso sta procedendo e nient’altro. Il contenuto degli incontri resta tra me e la persona.

Non è una formalità. Senza questa garanzia si lavora sui problemi che la persona può permettersi di dichiarare, non su quelli che ha davvero.

Il Contenuto Degli Incontri
Al Titolare
Il Percorso Sta Procedendo, E Nient'Altro

Su cosa si lavora davvero

Molto spesso si comincia da un tema operativo e si finisce in un punto che nessuno dei due aveva previsto.

Un Tema Operativo
Un Punto Che Nessuno Dei Due Aveva Previsto

Un responsabile mi dice che il team non lo segue. Andiamo a vedere se quel team ha costruito una sua identità, se qualcuno ha mai spiegato dove si sta andando e perché. Prepariamo insieme la riunione, poi la conduce lui, e all’incontro successivo guardiamo com’è andata.

Un altro arriva con un problema di produttività e la causa sta da tutt’altra parte, in qualcosa che con l’ufficio ha poco a che fare.

È la natura di questo lavoro. Si segue la persona dove la persona porta, e il coaching arriva dove un corso non può arrivare.

Coaching individuale: ritratto di Nicola De Benetti sorridente in giacca e cravatta
Coaching individuale: ritratto di Nicola De Benetti sorridente in giacca e cravatta

Coaching per il passaggio generazionale

È la situazione più delicata di tutte.

Chi subentra deve costruirsi un’autorevolezza che il cognome non gli garantisce, spesso mentre la generazione precedente è ancora in azienda e non ha finito di lasciare la presa. Vanno gestite due cose insieme, la crescita di competenze manageriali e una relazione familiare che si è spostata sul lavoro.

Competenze Manageriali
Relazione Familiare

Un passaggio generazionale gestito a intuito produce danni che si leggono tre anni dopo, quando le persone migliori se ne sono già andate.

A chi è rivolto il coaching individuale

01

Titolari, amministratori e soci di PMI

02

Figli e figlie che stanno subentrando nella guida dell’azienda di famiglia

03

Direttori, capi area e responsabili di reparto

04

Chi ha appena assunto un nuovo ruolo o una nuova responsabilità

05

Professionisti singoli, anche senza un’azienda alle spalle

Coach certificato significa più garanzie

Ho conseguito il diploma di coach professionista nel dicembre 2022, al termine di un percorso riconosciuto da ICF come ACSTH.

Il coaching è una professione disciplinata dalla legge 4/2013 e ha un codice etico preciso, a partire proprio dalla riservatezza. Non è mentoring, non è consulenza e non è formazione, anche se nei percorsi in azienda le tre cose spesso si susseguono.

Alla certificazione si aggiungono vent’anni di direzione commerciale. Vuol dire che quando mi porti un problema di budget, di rete vendita o di gestione di un capo area, non devo farmelo spiegare da zero.

Diploma di coach professionista di Nicola De Benetti rilasciato da NSL Coaching, programma riconosciuto ICF ACSTH

Quando smetti di portarti il lavoro a casa la domenica sera, il percorso ha funzionato.

Il primo passo

Un’ora di confronto per capire se il problema è quello che sembra, e per capire se io sono la persona giusta. Se non lo sono, te lo dico.

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Domande frequenti sul coaching individuale

Quanto dura un percorso di coaching individuale?

Di norma una decina di ore distribuite su alcuni mesi, perché tra un incontro e l’altro serve il tempo di mettere in pratica. A volte bastano, a volte si prosegue, e lo si decide insieme.

La formazione trasferisce un metodo a un gruppo. Il coaching parte da un obiettivo di una singola persona e lavora sulle sue situazioni concrete, una alla volta.

No. Riceve la conferma che il percorso procede, non il contenuto degli incontri. È una condizione da cui non si deroga.

Sì, e in molti casi funziona bene, perché rende più semplice mantenere una frequenza regolare. Nel passaggio generazionale preferisco però almeno i primi incontri in presenza.

Sì. Diverse persone arrivano per conto proprio, e in alcuni casi si riesce comunque a far finanziare le ore dall’azienda in cui lavorano.