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Formazione manageriale e leadership

Formazione manageriale e leadership per chi guida un team

L’autorità te la dà l’organigramma.

L’autorevolezza te la danno i tuoi collaboratori, e possono togliertela in una riunione di venti minuti.

È il motivo per cui vengo chiamato più spesso: responsabili che hanno il ruolo ma non il riconoscimento, e che fanno fatica a farsi seguire dai propri ragazzi.

Nicola De Benetti parla al microfono davanti a un gruppo di imprenditori in una sala con travi a vista
Nicola De Benetti parla al microfono davanti a un gruppo di imprenditori in una sala con travi a vista
Un Pezzo Alla Volta

I problemi più frequenti quando mi parlano di Leadership

01

Un capo area promosso perché era il miglior venditore, che adesso guida i colleghi di ieri.

02

Un direttore che dà lo stesso feedback a due persone diverse e ottiene due reazioni opposte, uno si attiva e l’altro si chiude, senza capire perché.

03

Un responsabile che in riunione, con due frasi dette nel momento sbagliato, brucia settimane di credibilità.

Nessuna di queste è una questione di carattere. Sono tutte competenze che si insegnano, e che quasi nessuno ha mai insegnato a chi guida.

Leadership situazionale: adattare lo stile alla fase del collaboratore

Non esiste uno stile di leadership che funziona sempre. Non è quello direttivo, e non è quello democratico.

Esistono invece fasi di sviluppo del collaboratore, e a ogni fase corrisponde uno stile diverso da parte di chi guida. A chi è appena arrivato serve un capo che decida. A chi lavora bene da tre anni serve un capo che si fidi. Sono due persone diverse, ed è lo stesso responsabile a doverle guidare entrambe.

In aula si impara a riconoscere in che fase si trova ciascun collaboratore e a cambiare stile di conseguenza. È così che si costruisce l’autorevolezza, un pezzo alla volta, ed è così che si smette di gestire tutti allo stesso modo sperando che funzioni.

Il Capo Decide
Il Capo Si Fida
Appena Arrivato
Un Capo Che Decida
Da Tre Anni
Un Capo Che Si Fidi

Riconoscere gli stili relazionali dei collaboratori

Il modello dei 4 Raggi, che in aula con i venditori serve a capire il cliente, in chiave manageriale serve a capire i collaboratori.

Riconoscere lo stile di un collaboratore significa sapere di cosa ha bisogno per fidarsi, quali leve lo motivano davvero, come vanno dati a lui la delega e il feedback perché producano un cambiamento invece di una giustificazione.

Vale nei momenti formali, riunioni, colloqui individuali, assegnazione degli obiettivi, e vale anche in tutti gli scambi rapidi di una giornata normale, che sono quelli in cui l’autorevolezza si costruisce o si perde.

I comportamenti che abbassano la leadership

Una parte del corso è dedicata a quello che non va fatto.

Ci sono situazioni classiche, ricorrenti, che portano a un abbassamento immediato del riconoscimento:

01

la promessa non mantenuta,

Le porto in aula come casi concreti, perché riconoscerle mentre stanno accadendo è più utile che studiarne la teoria.

02

la decisione ribaltata davanti al team,

03

il collaboratore corretto in pubblico,

04

la delega data e poi ripresa a metà.

Chi guida i venditori deve uscire con i venditori

È il punto su cui insisto di più, perché è quello che fa la differenza tra un responsabile che valuta e uno che immagina.

Un responsabile commerciale che non esce mai in affiancamento non può valutare i suoi venditori, non può correggerli e non può nemmeno difenderli quando serve. Eppure, in molte aziende è considerato tempo perso, e le uscite si fermano appena c’è un’urgenza in ufficio.

Nel percorso manageriale l’affiancamento del responsabile ai propri collaboratori diventa una prassi, con una struttura e una frequenza, non un favore che si chiede quando c’è tempo.

Quando C'è Tempo
Urgenza In Ufficio
Una Prassi
Struttura E Frequenza
12 Settimane Di Affiancamento

Come è strutturato il percorso di formazione manageriale

L’aula con i responsabili occupa di norma circa sei ore, ed è il punto di partenza.

6 Ore D'Aula
Tutti I Responsabili
10 Ore Di Coaching
Per Ciascun Responsabile

La parte che produce il cambiamento arriva dopo, con circa dieci ore di coaching individuale per ciascun responsabile. Lì si lavora sull’operatività vera: una riunione da preparare insieme, un collaboratore che si è fermato, il budget dell’anno prossimo, un intervento da fare e che nessuno ha mai fatto.

Prima
Manageriale
Poi
Commerciale

Nei progetti in azienda la formazione manageriale viene sempre prima di quella commerciale. Un venditore che torna dall’aula con un metodo nuovo e trova un responsabile che ragiona come prima, in tre settimane torna come prima anche lui.

A chi è rivolta la formazione manageriale

01

Titolari e amministratori di PMI

02

Direttori vendite, capi area e responsabili di reparto

03

Team leader e coordinatori, anche senza responsabilità gerarchica formale

04

Chi è appena stato promosso e si trova a guidare i colleghi di prima

05

PMI venete

Nicola De Benetti, sales performance coach, spiega un passaggio accompagnando le parole con le mani
Nicola De Benetti, sales performance coach, spiega un passaggio accompagnando le parole con le mani
Martedì Mattina
Quella Riunione Difficile

Perché la teoria della leadership non basta

Di corsi di leadership ne esistono a migliaia, e quasi tutti finiscono nel cassetto insieme alle dispense.

La differenza la fa quello che succede dopo, quando il responsabile deve tenere quella riunione difficile il martedì mattina e non ha nessuno con cui prepararla. È esattamente il momento in cui servono le ore di coaching, ed è il momento in cui quasi tutti i percorsi sono già finiti.

Quando chi guida smette di rincorrere le persone e comincia a farsi seguire, il suo tempo torna a essere suo.

Il primo passo

Un’ora di confronto per capire se il problema è quello che sembra. Se posso esserti utile te lo dico, e se non posso te lo dico lo stesso.

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Formazione manageriale

Domande frequenti sulla formazione manageriale

Quanto dura un percorso di formazione manageriale?

Circa sei ore d’aula con tutti i responsabili, più una decina di ore di coaching individuale per ciascuno. Il coaching è la parte che consolida, e senza quella il corso resta teoria.

L’autorità arriva dall’alto insieme al ruolo e nessuno può togliertela. L’autorevolezza la riconoscono i collaboratori, si costruisce nel tempo con i comportamenti, e si può perdere in pochi minuti.

Sì. Molti team leader guidano persone senza avere autorità gerarchica su di loro, ed è la situazione in cui l’autorevolezza è l’unico strumento disponibile.

In quel caso il formato giusto non è l’aula ma il coaching individuale, che è riservato e costruito sui problemi che la persona incontra settimana per settimana.

Sì, con i fondi interprofessionali oppure con bandi regionali ed europei.